METATIZIA
Superare i propri limiti: storia di rinascita dal bipolarismo
Superare i propri limiti: storia di rinascita dal bipolarismo
Metatizia | storia di rinascita dal bipolarismo
Il mio nome d’arte è Metatizia, sono stata costretta a crearlo perché all’inizio ero molto timorosa: volevo raccontare la verità dei problemi traumatici che mi erano successi in precedenza e, visto che non posso cambiare il mio passato, spero di ispirare in positivo il futuro delle persone.
Non cerco vendetta, e neanche uno sfogo personale: spero che qualcuno che abbia subito problemi simili ai miei si senta supportato attraverso la lettura di un libro o di un video. Perché nella vita possono capitare tanti eventi brutti, anche traumatici, ma si possono superare, o almeno affrontare con dignità.
Direte: è facile parlare così perché adesso sto vivendo un periodo migliore. Vi assicuro che ho avuto le mie difficoltà in diversi momenti, ma è tutta una questione di motivazione. Per onestà vi confermo che hanno ragione i dottori quando dicono: “bisogna sforzarsi”.
Mi chiamo Metatizia, sono nata a Roma nel 1988. Per descrivere il mio livello di autostima iniziale vi racconto che, tanti anni fa, il mio nome d’arte era “Metà tizia”, perché richiama sia il mio vero nome di battesimo, sia la mia diagnosi patologica, sia le mie origini romane.
La mia diagnosi è bipolarismo di I grado. Non sono esperta in materia, non sono una dottoressa, ma conosco bene il mio mostro interiore. Per chi non lo sapesse: una persona schizofrenica ha allucinazioni uditive e visive; una persona bipolare di II grado ha sbalzi di umore; io sono bipolare di I grado, quindi sono legata alla terapia, altrimenti avrei sbalzi d’umore e allucinazioni visive e uditive.
La mia salute non dipende solo dalla quantità di farmaco che assumo, ma anche dal fatto che io reagisco bene alle cure. Ho conosciuto una persona in clinica, molto obesa, che gridava di notte e che non riuscivano a curare perché nessuna terapia funzionava su di lei. Nella stessa clinica psichiatrica ho conosciuto un’altra paziente che non voleva sapere a cosa servissero le pillole che le somministravano: non voleva conoscere se fossero antipsicotici, stabilizzatori dell’umore, antiepilettici… Sono scelte di vita. Io, invece, più crescevo e più volevo sapere cosa stavo ingerendo.
Le malattie psichiche non devono essere vissute come un limite, ma come una forma diversa di percezione. Anche ciò che ci manca può diventare una risorsa, una forza interiore da cui ripartire.
Nel 2022 ho pubblicato il mio primo libro, Cronache di Bipolarismo (Albatros Edizioni), un’opera in cui racconto la mia vita senza filtri.
Metatizia | storia di rinascita dal bipolarismo
Non avendo avuto giustizia per i traumi subiti, che mi hanno portato alla patologia, racconto la mia storia attraverso libri e video. A cosa serve la vendetta? A cosa serve portare rancore? Quando io ho perso la testa.

Metatizia | storia di rinascita dal bipolarismo
Voglio solo raccontare la mia esperienza a chi ha paura di perdere il controllo psichico e a chi si è scoperto malato psichiatrico.
All’inizio ci si sente crollare il mondo addosso: ci si sente soli, diversi, senza sapere cosa aspettarsi. Più grave è la malattia e più sarà dura. Ci si sentirà deboli, si farà di tutto per fingersi “normali”, ci si guarderà intorno per capire se la gente si accorge che sei “pazzo”. Non vuoi essere “disabile”, vuoi tornare alla tua vecchia vita sana, che non ricordi neppure quando sia iniziata.
Eppure, arriverà un momento in cui ti rassegni, perché non puoi fare altrimenti, e riprendi in mano la tua vita. Gli ostacoli imparerai a superarli perché sarai messo nelle condizioni di non avere altra scelta. Le opportunità imparerai a coglierle al volo. Sarà diverso, sarai più forte, perché una volta presa consapevolezza di aver perso la testa, quando avrai ritrovato la stabilità apprezzerai la vita molto di più.
Allo stesso tempo ti consiglio di fare di tutto per non perdere il controllo: una volta che lo perdi, devi scalare una grande montagna. Io so che posso arrivare ancora più in alto della mia, ma dal punto in cui sono adesso quanto è bello guardare in basso…
